In una nuova chiesa lo choc d’una bellissima Via Crucis
Bisogna che il Comune si prepari: presto potrebbe essere indotto a sistemare in quel di Crescenzago un cartello con l’indicazione della chiesa dì Gesù a Nazaret, nel quartiere Adriano. Qui è stata collocata nei giorni scorsi una Via Crucis di tale forza espressiva e di tale impianto e coraggio d’idea, da presentarsi come sicura, futura attrazione artistica. Una Via Crucis dove il percorso del Calvario è quello dello stesso quartiere, con le sue case, ì suoi scorci, le sue automobili e la sua atmosfera di vecchia periferia metropolitana, e dove i centurioni sono giocatori di basket e i giudici del Processo i pelosi magistrati di oggi e la folla quella stressata e riconoscibilissima delle nostre strade quotidiane. Un pugno allo stomaco, ma assestato con tale bontà pittorica da poter essere accolto come un toccasana, con gratitudine.
Tutto questo in quel quartiere Adriano tante volte ritenuto poco sicuro. In quest’angolo estremo di Milano, invece, negli ultimi tempi si sono concentrati numerosi, rassicuranti segnali. Primo fra tutti, questa singolare scelta del parroco di Gesù a Nazaret, don Egidio Villani (nella foto a destra), di affidare alla pittrice milanese Letizia Fornasieri il compito di pensare a una Via Crucis per la nuova chiesa, dopo 8 anni di esilio nella piccola San Mamete e in una vicina cascina, “stalla-cattedrale”.
E la Fornasieri, consegnando l’opera, così – semplicemente – ha spiegato ai parrocchiani di Gesù a Nazaret:
«Volevo che i fatti della Passione fossero attuali, accadessero oggi, nel vostro quartiere, nelle vostre case». Il quartiere e le sue case ora sono lì, sui 7 pannelli (uno, grandissimo, ad ante apribili «come un giornale, dove oggi troviamo i fatti») di questa Via Crucis che è, piuttosto, una riflessione sulla Passione. Ma nelle immagini sono anche rintracciabili i volti delle persone «con cui viviamo quotidianamente». Una scelta, questa, nella quale ha sempre creduto anche Enzo Liberti, grande artista “totale” del sacro, che vive e lavora a Seveso. Di sconvolgente impatto, nell’opera della Fornasieri, proprio il grande pannello (3 metri per 6), raffigurante la Crocifissione e anche, nelle ante mobili, la divisione delle vesti e la Deposizione. Come impressionante è il quadro di “Gesù cade sotto la Croce”, dove il legno abbracciato dal sofferente con amore, contro lo “scandaloso” sfondo di un’automobile. Il Comune si prepari. Sarà bene accolto da don Egidio (ieri il 44° di sacerdozio) e dai suoi parrocchiani fra cui la signora Bianca Bezza (nella foto sopra), «entusiasta dell’arte», alla quale si deve anche questa nostra felice scoperta.
di Piero Lotito