Spazi di Letizia
Giovedì 3 aprile (alle ore 18) in Galleria viene inaugurata “Spazi”, una personale di Letizia Fornasieri, un’artista che dedica grande attenzione alla dimensione spirituale della realtà. La mostra, curata da Rossana Bossaglia, rimane aperta fino al 17 maggio
Letizia Fornasieri dipinge quello che vede, ma, come ogni artista, vede in un modo diverso, più intenso e più complesso. È questo sguardo sulla realtà – la realtà interiore, spirituale, e quella visibile, con i suoi oggetti solo all’apparenza banali -l’argomento di questa mostra.
Il titolo “Spazi” collega tre momenti diversi, tre diversi spazi dell’azione e del pensiero dell’artista: il primo è lo spazio dello studio, l’interno abitato dai quadri, che a loro volta suggeriscono altri spazi, quelli dell’invenzione e della creazione artistica; da lì uno sguardo si rivolge all’esterno, scopre i luoghi della città: le case, le automobili, i cartelli stradali.
Tutto è reale, rappresentato con chiarezza e con sapienza, eppure tutto è diverso: c’è una luce particolare, più ferma e rivelatrice, c’è una prospettiva spesso ribaltata, spostata, per cui a volte le quinte delle case torreggiano o pencolano; c’è, insomma, quel dare anima alle cose – che siano gli oggetti dell’interno o lo spazio chiuso tra le case della città -, che, con un linguaggio pittorico molto diverso, ha per primo indicato Giorgio Morandi. Nel caso di Letizia Fornasieri non si tratta però di una pittura tonale e sommessa: c’è alle spalle una riflessione sull’espressionismo, sul colore caricato di Forza, reso più vivo e splendente dall’intensità dell’emozione.
Ma torniamo agli spazi di cui parla la mostra: il nodo del rapporto interno-esterno si trova nella figura e nell’interiorità dell’artista; per questo l’autoritratto si colloca al centro di questo discorso: lo sguardo più intenso e più rivelatore è quello che la Fornasieri getta su se stessa.
La sua figura, il suo volto, il modo in cui ci guarda ricordano tanti autoritratti della storia dell’arte – da Chardin a Boccioni, per fare qualche nome -, con quell’aria di una sfida insieme audace e disperata che caratterizza gli artisti che hanno il coraggio di guardare il mondo e di rappresentarlo e il coraggio ancora più grande di guardare se stessi, per vedersi davvero e non solo per immaginarsi.
L’arte è più vera della vita, in questo caso: nessuno di noi ha il coraggio di guardare così nel profondo dentro di sé. La figura dell’artista in questi autoritratti diventa una sintesi, un riassunto della sua vita e di tante vite, forse di tutte le vite.
di Marina de Stasio