TERZAPAGINA/I FATTI DELL’ARTE
PANORAMA Un doppio Morlotti a Locarno, «Voglia di scultura» a Milano, Raciti e la Fornasieri anch’essi nel capoluogo lombardo
Ascoltatore della realtà
Nel naturalismo pittorico e nella sinfonia cromatica una panteistica immersione dell’uomo nella natura e tutto diventa simbolo
Fornasieri pittrice «nuova»
(g.m.) Se anche non l’avete mai sentita nominare, nemmeno quando ha vinto il premio al concorso «quadrogiovani» del San Fedele, nell’8X andate a vedere i suoi quadri esposti nella galleria, appunto, del Centro culturale San Fedele in Via Hoepli. Letizia Fornasieri è pittrice nata; ha il senso forte e deciso della composizione e il giusto sentimento del colore. Si potrà obiettare che i suoi quadri ricordano, come pittura e come taglio, «qualcuno» dei maestri ma a parte che a trentuno anni si può pure ricordare ancora «qualcuno» si tratta solo di impressioni, di visioni superficiali. Dentro, nel vivo del suo linguaggio cos’ forte c’è già una natura di gusto raffinato e perentorio, una pittura che già s’organizza in luci e ombre, contrappunti, armonie cromatiche con somma semplicità con un’energia e una forza sorprendenti, calibrando gli spazi scavando nel «piatto» e ricavandone inattese zone «d’aria», cogliendo con impagabile abilità taluni «interni» affastellati, la realtà quotidiana, insomma, di case di cui s’avvertono, oltre le apparenze anche odori e sapori. E ben dice Cecilia De Carli, in catalogo, che nella Fornasieri «mentre persiste da una parte l’intenzionalità di conservare l’apparenza della realtà fisica di ciò che si dipinge, dall’altra essa va adattandosi ad un’emozione d’ordine sensorio o spirituale che si accentua in una dimensione temporale».
La bella mostra ricca di quarantaquattro tra dipinti, disegni e pastelli, resterà aperta fino al 13 giugno.
di Giorgio Mascherpa